L'AI ci ruberà il lavoro? Il paradosso dei Token secondo Gartner

   

Se bazzichi nel mondo dello sviluppo software, negli ultimi due anni avrai sicuramente sentito la solita profezia apocalittica: "Entro pochi anni i programmatori saranno obsoleti, sostituiti dagli agenti IA".

Bene, metti da parte i pop-corn e preparati a un colpo di scena che nessuno si aspettava, ma che i numeri stanno già confermando. Secondo l'ultimo report di Gartner (rilasciato a fine giugno 2026), il vero problema non sarà la disoccupazione dei developer, ma il conto della spesa.

La previsione è di quelle che fanno saltare sulla sedia i CFO di tutto il mondo: Entro il 2028, i costi di computazione dell'IA per scrivere codice supereranno lo stipendio medio di un programmatore umano.

Sì, hai letto bene. Far programmare un'IA potrebbe costare all'azienda più che pagare te. Com'è possibile? La risposta sta in una parolina magica che sta mandando in rosso i budget aziendali: i Token.

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Il problema che nessuno ha calcolato: La fame di Token

All'inizio è stato tutto bellissimo. Abbiamo provato GitHub Copilot, Cursor o i vari agenti software pagando un abbonamento flat (la classica licenza "a postazione" da 20 o 30 dollari al mese). Un affare clamoroso per le aziende.

Tuttavia, i fornitori di modelli LLM stanno cambiando le regole del gioco, passando a un modello pay-per-use basato sul consumo di token (l'unità di misura del testo processato dall'IA). E qui casca l'asino.

Come spiega Nitish Tyagi, analista di Gartner, noi programmatori abbiamo un "difetto" quando usiamo l'IA: ottimizziamo per la velocità e la comodità, non per l'efficienza dei costi.

Pensaci:

  • Copiamo e incolliamo interi file di log o mega-classi nel prompt ("bloated context windows").
  • Lasciamo che gli agenti IA facciano loop infiniti di tentativi ed errori per fixare un bug.
  • Chiediamo ciclicamente di rifattorizzare codice senza pensare a quanti dati stiamo scambiando con i server di OpenAI, Anthropic o Google.

Il risultato? La transizione da semplici "assistenti di scrittura" ad agenti autonomi (che agiscono da soli sul codice) sta facendo esplodere il consumo di token. I budget stanziati dalle aziende per l'anno fiscale vengono bruciati nei primi mesi.


Perché i costi stanno decollando?

Gartner individua tre problemi principali nel modo in cui stiamo usando l'IA nei team di engineering:

  1. Autonomia senza controllo: Diamo in mano agli agenti IA interi repository senza porre limiti ai tentativi che possono fare per risolvere un ticket.
  2. Contesti giganti: Invece di isolare la porzione di codice interessata, diamo in pasto all'IA contesti enormi. Più il contesto è grande, più token consumi ad ogni singola interazione.
  3. Mancanza di trasparenza dei vendor: Molti tool commerciali non mostrano chiaramente quanti token stai consumando in tempo reale o come viene calcolata la fattura. È come guidare un'auto senza il contachilometri e scoprire il costo del carburante solo a fine mese.

In più, l'infrastruttura hardware per far girare questi modelli costa miliardi, e i vendor stanno alzando i prezzi per rientrare dagli investimenti.


Come sopravvivere al "Token-geddon"? (La ricetta di Gartner)

Per evitare che l'IA diventi un lusso insostenibile, il modo in cui sviluppiamo software dovrà cambiare radicalmente, introducendo quella che possiamo definire una vera e propria "disciplina del token". Gartner suggerisce 5 linee guida per i lead developer e i manager:

  • Definire i livelli di autonomia: Non compiti complessi lasciati al 100% all'IA. Bisogna catalogare i task in tre modalità: Solo umano, Umano + Agente, o Solo Agente (solo per compiti ripetitivi e a basso costo).
  • Intelligent Model Routing: Non serve usare GPT-5 o Claude 3.5 Sonnet per scrivere una regex o una funzione di validazione banale. I task semplici vanno delegati a modelli piccoli, locali o open-source (SLM - Small Language Models), riservando i modelli "Frontier" solo per l'architettura complessa.
  • Context Engineering: Dobbiamo imparare a riassumere i prompt. Fornire all'IA solo lo stretto necessario eliminerà i token superflui senza perdere qualità.
  • Soglie di spesa automatizzate: Blocchi automatici e alert se un agente IA supera un determinato tetto di token su un singolo branch o ticket.
  • Review dei Token nei report di Sprint: Esattamente come analizziamo le performance del codice o i bug durante le retrospettive, dovremo analizzare quali workflow hanno consumato più token per capire dove ottimizzare.

Considerazioni

Questo scenario apre un dibattito enorme. Se l'IA finirà per costare più dello stipendio di un developer, assisteremo a un ritorno al passato? Le aziende taglieranno l'uso dell'IA o preferiranno pagare la computazione piuttosto che i benefit e la gestione delle risorse umane?

La verità è che saper programmare non basterà più: la nuova competenza fondamentale sarà saper gestire le risorse computazionali dell'IA in modo efficiente.


Riferimenti



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