Broken Dishes Rule: quando essere bravi diventa un problema

  

Nelle organizzazioni esiste una dinamica tanto comune quanto poco discussa: più dimostri di essere affidabile, più lavoro ti viene affidato.

A prima vista sembra una forma di riconoscimento. In fondo, è naturale assegnare i compiti più importanti alle persone che hanno già dimostrato di saperli gestire bene.

Ma cosa succede quando questa logica si ripete nel tempo?

Spesso accade che i professionisti più competenti finiscano per sostenere una quota sproporzionata del carico di lavoro, mentre il resto dell'organizzazione continua a dipendere da loro. È una dinamica che viene talvolta descritta con il nome di Broken Dishes Rule (La regola dei piatti rotti).

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Cos'è la Broken Dishes Rule

L'idea nasce da una semplice osservazione.

Immaginiamo un ristorante. Alla fine del turno il responsabile deve assegnare alcune attività aggiuntive: chiudere la cassa, verificare le prenotazioni, controllare che tutto sia in ordine.

A chi affiderà questi compiti?

Probabilmente non al cameriere che ha appena commesso diversi errori o rotto qualche piatto. Li assegnerà invece alla persona più affidabile, quella che porta sempre a termine il lavoro senza problemi.

La sera successiva farà la stessa scelta.

E quella dopo ancora.

Così, poco alla volta, il lavoratore più competente si ritrova con sempre più responsabilità semplicemente perché ha dimostrato di essere all'altezza.


Il paradosso della competenza

La Broken Dishes Rule mette in luce un paradosso.

Nelle organizzazioni la competenza viene premiata, ma spesso il premio consiste nell'assumersi ulteriore lavoro che può tradursi in:

  • Non necessariamente più autonomia.
  • Non necessariamente una promozione.
  • Non necessariamente un riconoscimento economico.
  • Semplicemente più richieste.

Chi risolve i problemi diventa la persona a cui vengono affidati altri problemi da risolvere.

Sintetizzando:

🗨️ Il lavoro va

dove viene svolto


Quando il riconoscimento si trasforma in sovraccarico

Molti professionisti si riconosceranno in situazioni come queste:

  • "Puoi occupartene tu? Sei il più esperto."
  • "Ti affido questo progetto perché so che non sbagli."
  • "Solo tu riesci a chiuderlo in tempi brevi."
  • "Abbiamo assolutamente bisogno di te altrimenti il progetto è a rischio".
  • "So che non dovresti farlo tu, ma dacci una mano perchè sei un esperto".

Singolarmente, queste frasi suonano come complimenti.

Nel lungo periodo, però, possono trasformarsi in un meccanismo che concentra responsabilità e pressione sempre sulle stesse persone.

Il risultato è che i migliori performer rischiano di diventare il punto di accumulo di tutte le urgenze dell'organizzazione.


Perché è un problema anche per l'azienda

Questa dinamica non danneggia soltanto chi lavora di più. Anche l'organizzazione ne paga il prezzo.

Quando le attività più importanti vengono assegnate sempre alle stesse persone, il resto del team ha meno occasioni per sviluppare competenze e assumersi responsabilità.

Nel breve periodo sembra una scelta efficiente. Nel lungo periodo crea dipendenza da poche figure chiave e rende l'organizzazione più fragile.


Come evitare la trappola

Per i manager, la sfida consiste nel distribuire le responsabilità non soltanto in base all'affidabilità attuale, ma anche in base al potenziale di crescita delle persone.

Per chi lavora, invece, è utile imparare a distinguere tra responsabilità che favoriscono lo sviluppo professionale e responsabilità che vengono assegnate semplicemente perché si è diventati il punto di riferimento automatico per qualsiasi problema.

La competenza dovrebbe generare opportunità, non soltanto carico di lavoro.


Conclusione

La Broken Dishes Rule ci ricorda che le organizzazioni tendono a premiare l'affidabilità nel modo più immediato possibile: assegnando altro lavoro a chi lavora bene.

È una scelta comprensibile, ma non sempre intelligente.

Perché quando ogni nuovo successo produce soltanto nuove incombenze, il rischio è che le persone più capaci smettano di essere valorizzate e inizino a sentirsi utilizzate.

E a quel punto il problema non sono più i piatti rotti. È il fatto che chi non li rompe mai sta sostenendo da solo l'intero servizio.



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