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Un indirizzo IP (Internet Protocol) è un identificatore numerico assegnato a ogni dispositivo connesso a una rete che utilizza il protocollo Internet. La sua funzione principale è duplice:
- Identificare in modo univoco un dispositivo (computer, smartphone, server, stampante, ecc.)
- Permettere la comunicazione tra dispositivi, indicando da dove partono i dati e dove devono arrivare
Possiamo paragonare un indirizzo IP a un indirizzo postale: senza di esso, i pacchetti di dati non saprebbero quale destinazione raggiungere.
Nel tempo, per rispondere alla crescita esponenziale di Internet, sono state sviluppate due versioni principali del protocollo IP:
- IPv4 (Internet Protocol version 4)
- IPv6 (Internet Protocol version 6)
L’obiettivo di questo articolo è spiegare in modo chiaro come funzionano IPv4 e IPv6, quali sono le loro caratteristiche e perché oggi convivono entrambe.
IPv4: Internet Protocol versione 4
Cos’è IPv4
IPv4 è la prima versione ampiamente utilizzata del protocollo IP ed è ancora oggi molto diffusa. È stata standardizzata negli anni ’80 e ha rappresentato la base dello sviluppo di Internet per decenni.
Struttura di un indirizzo IPv4
Un indirizzo IPv4 è composto da:
- 32 bit totali
- Suddivisi in 4 ottetti (blocchi da 8 bit)
- Rappresentati in notazione decimale puntata
Esempio:
192.168.1.1
Ogni numero può assumere un valore compreso tra 0 e 255.
Numero di indirizzi disponibili
Con 32 bit, IPv4 può teoricamente fornire:
- 2³² ≈ 4,3 miliardi di indirizzi
All’inizio questo numero sembrava enorme, ma con la diffusione di:
- Computer
- Smartphone
- Dispositivi IoT
- Server e servizi cloud
lo spazio di indirizzamento IPv4 si è progressivamente esaurito.
Classi e subnet (cenni)
Storicamente IPv4 utilizzava un sistema a classi (A, B, C, D, E), oggi in gran parte superato dal CIDR (Classless Inter-Domain Routing), che consente un uso più efficiente degli indirizzi.
Limiti principali di IPv4
- Spazio di indirizzi limitato
- Necessità di tecniche come NAT (Network Address Translation)
- Configururazioni di sicurezza non integrate nativamente
Questi limiti hanno portato allo sviluppo di una nuova versione del protocollo.
IPv6: Internet Protocol versione 6
Cos’è IPv6
IPv6 è stato progettato per sostituire IPv4 e risolverne le limitazioni, in particolare la carenza di indirizzi. La sua progettazione è iniziata negli anni ’90.
Struttura di un indirizzo IPv6
Un indirizzo IPv6 è composto da:
- 128 bit totali
- Suddivisi in 8 gruppi da 16 bit
- Rappresentati in notazione esadecimale, separati da due punti
Esempio:
2001:0db8:85a3:0000:0000:8a2e:0370:7334
Gli zeri iniziali possono essere omessi e le sequenze di zeri consecutive abbreviate, rendendo l’indirizzo più leggibile.
Numero di indirizzi disponibili
Con 128 bit, IPv6 offre:
- 2¹²⁸ indirizzi
Un numero estremamente elevato, sufficiente per assegnare miliardi di indirizzi a ogni essere umano sulla Terra.
Caratteristiche principali di IPv6
- Spazio di indirizzamento praticamente illimitato
- Niente NAT: ogni dispositivo può avere un indirizzo pubblico
- Autoconfigurazione degli indirizzi
- Sicurezza integrata (IPsec)
- Routing più efficiente
La sicurezza intrinseca di IPv6 deriva dal fatto che è stato progettato tenendo conto delle esigenze di una rete globale moderna, dove la protezione dei dati è un requisito fondamentale e non un’aggiunta opzionale. A differenza di IPv4, IPv6 integra nativamente IPsec (Internet Protocol Security) come parte dello standard del protocollo.
IPsec fornisce autenticazione, integrità e cifratura dei pacchetti IP. Questo significa che i dati possono essere verificati per garantire che provengano da una fonte affidabile, non siano stati alterati durante il trasporto e, se necessario, siano criptati per impedirne la lettura da parte di soggetti non autorizzati. In IPv4, IPsec è opzionale e spesso non implementato; in IPv6, invece, il supporto è obbligatorio a livello di protocollo.
Un altro aspetto chiave è l’assenza del NAT. In IPv4 il NAT è spesso considerato una forma di “sicurezza”, ma in realtà introduce complessità e può ostacolare meccanismi di sicurezza end-to-end. IPv6 ripristina la comunicazione diretta tra dispositivi, permettendo l’applicazione coerente di politiche di sicurezza e crittografia da un capo all’altro della comunicazione.
Infine, IPv6 migliora la gestione del traffico e riduce alcune tipologie di attacchi legati alla frammentazione dei pacchetti, rendendo le reti più trasparenti, controllabili e sicure se correttamente configurate.
Adozione di IPv6
Nonostante i vantaggi, IPv6 non ha sostituito immediatamente IPv4. Oggi i due protocolli coesistono, grazie a meccanismi di transizione come:
- Dual Stack
- Tunneling
- Traduzione IPv4/IPv6
Confronto tra IPv4 e IPv6
Tabella comparativa
| Caratteristica | IPv4 | IPv6 |
|---|---|---|
| Lunghezza indirizzo | 32 bit | 128 bit |
| Numero di indirizzi | ~4,3 miliardi | 2¹²⁸ |
| Notazione | Decimale puntata | Esadecimale con due punti |
| NAT | Necessario | Non necessario |
| Sicurezza | Opzionale | Integrata |
| Autoconfigurazione | Limitata | Avanzata |
| Stato attuale | Molto diffuso | In crescita |
Aggiornamento di versione non semplice...
IPv4 ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di Internet, ma è ormai tecnicamente limitato. L’uso del NAT ha permesso di prolungarne la vita, al prezzo però di una maggiore complessità delle reti.
IPv6 rappresenta il futuro della connettività, grazie a uno spazio di indirizzamento enorme, una migliore gestione del traffico e funzionalità moderne integrate. Tuttavia, la transizione richiede tempo, investimenti e compatibilità con sistemi esistenti.
La migrazione da IPv4 a IPv6 presenta diverse difficoltà tecniche e operative. Innanzitutto, IPv6 non è retrocompatibile con IPv4, rendendo necessario l’uso di meccanismi di transizione come dual stack, tunneling o traduzione, che aumentano la complessità della rete. Molti dispositivi legacy, software e apparati di rete non supportano pienamente IPv6 o richiedono aggiornamenti. Inoltre, la gestione della sicurezza e del monitoraggio cambia, richiedendo nuove competenze al personale IT. Infine, i costi di aggiornamento e la necessità di mantenere entrambi i protocolli rallentano l’adozione completa di IPv6.
Per questo motivo, oggi Internet funziona in una fase di convivenza tra IPv4 e IPv6, destinata a durare ancora diversi anni.
Conclusione
Comprendere le differenze tra IPv4 e IPv6 è fondamentale per chiunque studi reti, informatica o lavori con infrastrutture digitali. IPv4 ha reso possibile Internet come lo conosciamo, mentre IPv6 ne garantisce la scalabilità e sostenibilità futura.
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