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Nel contesto dello sviluppo web moderno, l’evoluzione delle specifiche procede spesso più velocemente rispetto all’adozione uniforme da parte dei browser e dei runtime. Questo disallineamento crea problemi di compatibilità che, storicamente, sono stati risolti tramite l’uso dei polyfill.
Questo articolo fornisce una spiegazione tecnica dei polyfill: prima a livello concettuale generale, poi con un focus specifico su JavaScript, includendo esempi pratici e una panoramica dei polyfill più comunemente utilizzati nei progetti web contemporanei.
Definizione di polyfill
Un polyfill è un’implementazione a runtime di una funzionalità definita da una specifica ufficiale, ma non disponibile (o non completamente implementata) in un determinato ambiente di esecuzione.
📝 Memo
Un polyfill è un pezzo di codice che implementa una funzionalità mancante in un ambiente che non la supporta nativamente.
Dal punto di vista tecnico, un polyfill:
- verifica l’esistenza di una feature (feature detection)
- in caso negativo, ne fornisce un’implementazione alternativa
- espone la stessa interfaccia definita dallo standard
L’obiettivo è garantire la conformità alle specifiche e permettere allo sviluppatore di scrivere codice moderno senza preoccuparsi eccessivamente della compatibilità.
Perché si chiamano “polyfill”?
Il termine nasce come metafora: così come lo stucco (Polyfilla) riempie i buchi nei muri, un polyfill “riempie i buchi” nelle implementazioni mancanti delle piattaforme.
Polyfill, transpiler e runtime compatibility
È importante distinguere chiaramente i polyfill da altri strumenti di compatibilità:
- Transpiler (es. Babel)
- trasformano il codice sorgente in una versione sintatticamente
compatibile (es.
let→var) - agiscono in fase di build
- non aggiungono API mancanti a runtime
- trasformano il codice sorgente in una versione sintatticamente
compatibile (es.
- Polyfill
- operano a runtime
- aggiungono o estendono oggetti globali (
Array,Promise,window, ecc.) - implementano API standard mancanti
- Shim
- termine generico, spesso usato come sinonimo, ma meno rigoroso
In ambienti moderni, la compatibilità è quasi sempre il risultato della combinazione di transpiling + polyfill.
Motivazioni tecniche per l’uso dei polyfill
L’uso dei polyfill è giustificato quando:
- il progetto deve supportare browser legacy
- si utilizzano API ECMAScript o Web API recenti
- si vuole mantenere codice aderente agli standard
- il costo di riscrittura manuale supera il costo del polyfill
- adottare prima le nuove API
Dal punto di vista architetturale, i polyfill consentono di ridurre branching e codice condizionale legato al browser.
Polyfill in JavaScript
JavaScript rappresenta il caso d’uso principale dei polyfill per diversi motivi:
- l’evoluzione continua dello standard ECMAScript
- l’introduzione progressiva delle Web API
- la necessità di backward compatibility
Un polyfill JavaScript segue generalmente questo pattern:
- controlla se una funzionalità esiste
- se non esiste, la definisce
if (!someFeature) {
// definizione conforme alla specifica
}Il controllo deve essere basato su feature detection, non su user agent sniffing.
Esempio: polyfill di Array.prototype.includes
if (!Array.prototype.includes) {
Object.defineProperty(Array.prototype, 'includes', {
value: function (searchElement, fromIndex) {
const len = this.length >>> 0;
let i = fromIndex | 0;
if (len === 0) return false;
if (i < 0) i = Math.max(len + i, 0);
while (i < len) {
if (this[i] === searchElement || (Number.isNaN(this[i]) && Number.isNaN(searchElement))) {
return true;
}
i++;
}
return false;
}
});
}
Questo esempio mostra come un polyfill reale debba:
- rispettare i corner case definiti dallo standard
- evitare di sovrascrivere implementazioni native
- utilizzare
Object.definePropertyper controllare enumerabilità e configurazione
Polyfill per Promise
Prima della diffusione completa delle Promise, molti
browser non ne fornivano un’implementazione nativa.
new Promise((resolve) => {
setTimeout(() => resolve('OK'), 1000);
}).then(console.log);Un polyfill introduce l’oggetto globale Promise e
implementa:
- stato interno (pending, fulfilled, rejected)
- code di microtask
- metodi statici (
resolve,reject,all,race)
L’aderenza semantica è fondamentale per evitare comportamenti inconsistenti.
Strategie di inclusione dei polyfill
Inclusione diretta
<script src="polyfill.js"></script>Approccio semplice ma poco scalabile.
Import selettivo tramite bundler
import 'core-js/features/array/includes';Permette un controllo granulare sul peso del bundle.
Polyfill automatici basati sui target
Strumenti come Babel permettono di:
- definire i browser supportati
- includere solo i polyfill necessari
- evitare duplicazioni
Questa è la soluzione più comune in produzione.
Polyfill JavaScript più utilizzati
core-js
Il riferimento principale per i polyfill ECMAScript:
- copre ES5, ES2015+ e proposte standardizzate
- utilizzato internamente da Babel
- altamente modulare
regenerator-runtime
Necessario per:
- generatori
async/await
Lavora in sinergia con il transpiling.
Fetch API polyfill
Implementa fetch, Headers,
Request e Response in ambienti legacy.
Intersection Observer polyfill
Usato per:
- lazy loading
- osservazione della visibilità
- ottimizzazioni di rendering
classList polyfill
Aggiunge supporto all’API Element.classList in browser
obsoleti.
polyfill.io (storicamente noto ma da evitare)
Servizio che forniva polyfill dinamici in base allo user agent. È stato molto popolare per anni ed è importante citarlo come riferimento storico, anche se oggi molte soluzioni preferiscono il bundling locale per motivi di sicurezza e controllo.
Considerazioni moderne
Nel contesto di sviluppo moderno:
- molti progetti limitano il supporto ai browser evergreen
- l’uso eccessivo di polyfill può impattare performance e bundle size
- è fondamentale basarsi su reali requisiti di compatibilità
L’obiettivo non è massimizzare la compatibilità, ma bilanciare compatibilità, performance e manutenibilità.
Conclusione
I polyfill rappresentano un meccanismo essenziale per garantire l’allineamento tra specifiche e implementazioni. In JavaScript, il loro utilizzo corretto richiede una comprensione chiara della distinzione tra sintassi, runtime e API.
Usati in modo selettivo e consapevole, i polyfill consentono di scrivere codice moderno, standard-compliant e robusto, senza compromettere l’esperienza utente o la qualità architetturale del progetto.
📝 Memo
Ricorda che se il tuo progetto:
- non richiede retrocopatibilità con browser più datati
- utilizza API ampiamente supportate
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