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Il technical debt – o debito tecnico – è uno dei concetti più importanti (e spesso fraintesi) nello sviluppo software. Descrive il costo futuro che un team dovrà pagare a causa di decisioni tecniche prese oggi per andare più veloci, per mancanza di risorse o per scelte progettuali non ottimali. Come accade nel debito finanziario, non è necessariamente qualcosa di negativo: può essere uno strumento strategico, purché venga gestito consapevolmente.
Cos’è il Technical Debt?
In termini semplici, il technical debt è l’accumulo di lavoro “non fatto” che, prima o poi, richiederà tempo, effort e denaro per essere rimesso in ordine.
Si manifesta quando:
- si sceglie una soluzione veloce ma non ideale per rispettare una deadline;
- il codice cresce rapidamente senza una visione architetturale coerente;
- le tecnologie adottate diventano obsolete;
- mancano test automatici, documentazione o processi di sviluppo solidi.
Il padre della metafora, Ward Cunningham, paragonò il debito tecnico agli interessi sul debito finanziario: più a lungo lo ignori, più diventa costoso da ripagare.
Tipologie di Technical Debt
Il debito tecnico non è tutto uguale. Una distinzione utile è:
1. Debito tecnico consapevole (intentional)
Deriva da scelte deliberate.
Esempio: “Accettiamo questa soluzione subottimale per rilasciare il prodotto entro la fiera di settore, lo sistemiamo dopo.”
Spesso è una decisione strategica.
2. Debito tecnico inconsapevole (unintentional)
Nasce senza che il team se ne accorga: scarsa comunicazione, mancanza di review, crescita incontrollata del codice.
È la forma più pericolosa.
3. Debito tecnologico
Tecnologie obsolete, dipendenze non aggiornate, infrastrutture non più supportate.
4. Process debt
Processi di sviluppo inefficaci, mancanza di CI/CD, test manuali ripetitivi che rallentano tutto.
Perché il Technical Debt è un problema?
I sintomi più comuni sono:
- tempi di sviluppo sempre più lunghi;
- bug frequenti e regressioni;
- scarsa manutenibilità del codice;
- team frustrati e difficoltà nel trattenere talenti;
- rischi di sicurezza, soprattutto se le dipendenze non vengono aggiornate.
Il debito tecnico tende a crescere esponenzialmente: trascurarlo oggi equivale a pagare molto di più domani.
Come si affronta e si gestisce il Technical Debt
1. Riconoscerlo e renderlo visibile
Il debito tecnico non può essere un “fantasma”. Bisogna mappare, catalogare e rendere pubblico ciò che crea inefficienze.
Strumenti utili:
- backlog dedicato in Jira/Trello/Linear;
- code scanning (SonarQube, CodeClimate);
- architettural decision records (ADR).
2. Classificare e prioritizzare
Non tutto il debito deve essere pagato subito. Si valuta in base a:
- impatto sul business;
- rischio;
- frequenza con cui quella parte di codice viene toccata;
- costo stimato della sua risoluzione.
Una matrice “impatto vs effort” aiuta a decidere.
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| Matrice di Impatto vs Effort |
3. Inserire il debito tecnico nel ciclo di sviluppo
Le aziende più mature dedicano:
- una percentuale fissa di capacità (es. 15–30%) al debito tecnico;
- refactoring continui durante le feature;
- momenti di hardening o tech excellence sprint periodici.
4. Automatizzare
Automazione = riduzione del debito futuro:
CI/CD, test automatici, linting, formattazione del codice, security scanning.
5. Documentare e condividere le decisioni
Non eliminare il debito, ma motivarne l’esistenza. Documentare perché una scorciatoia è stata presa evita che in futuro venga vista come un errore casuale.
6. Monitorare costantemente
Come per un bilancio finanziario, serve un controllo continuo.
Indicatori utili:
- lead time di sviluppo;
- cicli di build falliti;
- code churn;
- bug ricorrenti.
Il ruolo del management
Spesso il debito tecnico è ignorato non per mancanza di competenze tecniche, ma per scarsa consapevolezza organizzativa. Il management deve capire che:
- meno debito significa time-to-market più rapido;
- la qualità del software è un investimento, non un costo;
- ignorarlo porta inevitabilmente a ritardi e costi imprevisti.
In conclusione
Il technical debt non è il nemico, è una forma di investimento. Diventa pericoloso solo quando non lo si controlla.
Un team maturo lo monitora, lo gestisce, lo riduce in modo strutturato e – soprattutto – lo comunica in modo trasparente.
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