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L’intelligenza artificiale generativa promette di farci risparmiare tempo, automatizzare processi e aumentare la produttività. Tuttavia, dietro questa corsa all’automazione si nasconde un effetto collaterale inaspettato: il Workslop.
Il termine, attribuito da recenti studi riportati dalla stampa specializzata (uno studio pubblicato su Harvard Business Review con contributi del Stanford Social Media Lab e della piattaforma BetterUp), descrive il fenomeno del lavoro sciatto e inefficiente generato dall’uso improprio dell’intelligenza artificiale.
Come spiega il Corriere della Sera (19 ottobre 2025), il Workslop è “quel tipo di attività che sembra farci guadagnare tempo ma che, a conti fatti, ne consuma di più”, un effetto collaterale che molte aziende non avevano previsto.
Che cos’è il Workslop
Il termine nasce dalla fusione di “work” (lavoro) e “slop”, parola inglese che indica qualcosa di impreciso o sciatto.
Secondo la definizione emersa nello studio citato e ripresa dal Corriere della Sera, il Workslop rappresenta tutto ciò che viene prodotto o avviato tramite strumenti di IA ma che, invece di semplificare il lavoro, crea un ulteriore livello di confusione, revisione e spreco di tempo umano.
In altre parole: un report generato in automatico, una mail scritta da un chatbot o una presentazione costruita da un assistente AI possono apparire professionali, ma se mancano di accuratezza, contesto o rilevanza, finiscono per aumentare il carico di lavoro.
Perché succede
Lo studio pubblicato su Harvard Business Review (e riportato dalla stampa specializzata nel 2025) ha analizzato il modo in cui le aziende stanno integrando l’intelligenza artificiale nei flussi operativi.
Dalla ricerca emerge che:
- il 41 % dei lavoratori intervistati ha ricevuto almeno una volta un contenuto generato da IA che ha richiesto tempo aggiuntivo per essere corretto — in media quasi due ore di lavoro extra per ciascun caso;
- per un’organizzazione di 10.000 dipendenti, il tempo sprecato a causa del Workslop può arrivare a costare circa 9 milioni di dollari l’anno;
- il 54 % dei lavoratori considera “meno creativo” chi invia contenuti chiaramente generati da IA, il 42 % lo percepisce come “meno affidabile” e il 37 % come “meno intelligente”.
In sostanza, il Workslop nasce quando l’intelligenza artificiale viene usata senza un obiettivo preciso o senza un adeguato controllo umano. Gli strumenti generativi producono risultati formalmente corretti, ma spesso privi di sostanza o di contesto, costringendo le persone a rifare o rivedere il lavoro da capo.
Gli effetti organizzativi e culturali
Il Workslop non è solo un problema tecnico, ma un problema di fiducia e cultura aziendale.
Come sottolinea il Corriere, chi riceve contenuti scadenti prodotti da IA tende a fidarsi meno dei colleghi e a percepirli come meno competenti. Ciò può compromettere la collaborazione interna e abbassare il livello qualitativo medio del lavoro.
Inoltre, molte organizzazioni hanno adottato l’intelligenza artificiale senza misurare concretamente i risultati: alcuni report segnalano che una larga parte delle aziende non ha ancora osservato un ritorno misurabile dagli investimenti in IA.
Come evitare il Workslop
Per contrastare il fenomeno, esperti e autori dello studio suggeriscono una serie di strategie pratiche:
- Stabilire linee guida chiare sull’uso dell’IA — definendo quando e come è opportuno utilizzarla, e quando invece serve l’intervento umano.
- Formare le persone — perché sappiano distinguere tra compiti che l’IA può svolgere in autonomia e quelli che richiedono creatività, giudizio o sensibilità.
- Promuovere la trasparenza — segnalare quando un contenuto è stato generato (anche parzialmente) da IA, per evitare incomprensioni o false aspettative.
- Mantenere alti standard di qualità — l’IA deve essere un alleato, non una scorciatoia. L’obiettivo resta produrre valore, non riempire di testi o dati irrilevanti.
- Monitorare l’impatto reale dell’IA — misurare se l’adozione porta davvero benefici in termini di produttività e qualità, invece di fidarsi delle sole percezioni.
Riflessione finale
Il Workslop è il campanello d’allarme di un’epoca in cui la produttività rischia di trasformarsi in “iper-produzione di contenuti inutili”.
Come osserva il Corriere della Sera, “la velocità dell’intelligenza artificiale può ingannare: ci fa sentire più efficienti mentre stiamo solo creando più rumore informativo”.
L’IA, dunque, non sostituisce l’intelligenza umana: la amplifica solo quando è guidata da criterio, senso critico e responsabilità.
Le aziende che sapranno integrare la tecnologia con una cultura del lavoro consapevole potranno davvero ottenere un vantaggio competitivo — evitando che l’automazione si trasformi in workslop.
Fonti
- Corriere della Sera — “Che cos’è il Workslop, l’effetto collaterale dell’intelligenza artificiale che nessuno aveva previsto”, 19 ottobre 2025.
- Harvard Business Review — studio condotto con contributi del Stanford Social Media Lab e BetterUp (studio sul fenomeno “workslop”, 2025).
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