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Negli ultimi anni, nel mondo dello sviluppo web, un nome è emerso con forza: Tailwind CSS. Se fino a qualche tempo fa la risposta immediata alla domanda “quale framework CSS usare?” era quasi sempre Bootstrap, oggi sempre più sviluppatori guardano a Tailwind come prima scelta. Ma cos’è esattamente, e perché sembra aver preso il posto di Bootstrap in molte discussioni?
Cos’è Tailwind CSS?
Tailwind CSS è un framework CSS utility-first, cioè una raccolta di classi già pronte che rappresentano piccole proprietà di stile (padding, margini, colori, tipografia, ecc.).
Invece di fornire componenti preconfezionati (bottoni, navbar, modali) come fa Bootstrap, Tailwind fornisce le “building blocks”, i mattoncini di base per costruire interfacce altamente personalizzate.
Un esempio veloce:
<button class="bg-blue-500 hover:bg-blue-700 text-white font-bold py-2 px-4 rounded">Cliccami
</button>
Con Bootstrap, avresti scritto semplicemente:
<button class="btn btn-primary">Cliccami</button>
La differenza? Con Tailwind hai controllo totale sull’aspetto senza dover scrivere CSS personalizzato, mentre con Bootstrap sei legato a uno stile predefinito, a meno di sovrascriverlo.
Perché è diventato così popolare?
- Personalizzazione estrema
Tailwind permette di creare design unici senza la sensazione che “tutti i siti sembrino uguali”, problema tipico con Bootstrap. - Velocità nello sviluppo
Grazie alle utility class, puoi fare prototipi velocemente senza saltare avanti e indietro tra HTML e CSS. - Ottimizzazione automatica
Con strumenti come PurgeCSS integrati, Tailwind genera file CSS molto più leggeri eliminando le classi non usate. - Ottimo per design system
È molto adatto in team che sviluppano prodotti complessi e scalabili: permette di definire palette, spaziature e tipografie centralizzate. - Ecosistema in crescita
Esistono librerie e template già pronti basati su Tailwind, ma senza perdere la libertà di personalizzazione.
Bootstrap è stato sostituito da Tailwind?
Non proprio. Bootstrap non è morto e resta molto usato, soprattutto in progetti aziendali o per chi cerca soluzioni rapide con componenti già pronti.
La differenza principale è questa:
- Bootstrap → più adatto a chi vuole un set di componenti subito disponibili, con un design coerente e senza troppa personalizzazione.
- Tailwind → ideale per chi vuole costruire interfacce uniche, leggere e scalabili, con un design system su misura.
In realtà, non si tratta di una guerra di “meglio o peggio”: dipende dal progetto e dal contesto.
Tailwind CSS e performance: davvero aumenta le dimensioni dei file?
Uno dei dubbi più comuni su Tailwind riguarda le performance. La domanda è legittima:
se per creare un bottone con Bootstrap basta scrivere
<button class="btn btn-primary">
mentre con Tailwind si devono scrivere cinque o sei classi (bg-blue-500 hover:bg-blue-700 text-white font-bold py-2 px-4 rounded), non vuol dire che il file HTML diventa più pesante e quindi più lento da caricare?
La risposta breve è: no, non necessariamente.
Vediamo perché.
1. Peso del file HTML vs peso del CSS
- Con Tailwind, è vero che l’HTML contiene più classi, ma parliamo di qualche decina o centinaia di byte in più.
- In cambio, il CSS finale (dopo la build) è molto più leggero, perché contiene soltanto le regole effettivamente usate nei tuoi file.
- Il browser deve scaricare e interpretare il CSS, non l’HTML ogni volta: quindi il vero fattore critico è il peso del CSS, non il numero di classi nell’HTML.
2. PurgeCSS e JIT Compiler: il segreto della leggerezza
Tailwind non distribuisce un unico file CSS enorme a tutti.
Durante la fase di build, il framework:
- Scansiona i tuoi template (HTML, React, Vue, Blade, ecc.)
- Elimina le classi non usate (processo chiamato “purge” o tree-shaking)
- Genera solo le regole effettivamente presenti nel tuo sito
Con il nuovo compilatore JIT (Just-In-Time), addirittura le classi vengono generate solo quando servono, riducendo ancora di più gli sprechi.
Risultato? Un file CSS di poche decine di KB, anche in progetti medi o grandi.
3. Confronto reale con Bootstrap
- Bootstrap ti fornisce un file CSS già pronto, con dentro componenti e stili che forse non userai mai (modali, carousels, popover, ecc.).
- Anche se non li usi, il browser li deve comunque scaricare e interpretare.
- Con Tailwind, invece, se non usi certe classi (es. animazioni o un colore specifico), semplicemente non vengono incluse nel CSS finale.
In molte situazioni, il CSS di Tailwind purgato è più piccolo di quello di Bootstrap.
Il fatto che l’HTML contenga più classi non annulla questo vantaggio.
4. Compressione e cache
Un altro aspetto da non trascurare:
- I file CSS vengono quasi sempre compressi (gzip o Brotli) e serviti da CDN o cache del browser.
- L’utente scarica il CSS una sola volta e poi lo riusa su tutte le pagine.
- Le poche decine di caratteri in più nell’HTML sono irrilevanti rispetto al guadagno sul CSS.
5. Esperienza utente
In definitiva, ciò che conta per l’utente non è se il bottone ha sei classi invece di una, ma:
- che la pagina si carichi velocemente,
- che lo stile sia coerente e ottimizzato,
- che non vengano scaricate risorse inutili.
Tailwind è stato pensato proprio per favorire la performance percepita, eliminando il superfluo e mantenendo solo ciò che serve.
Conclusione
Tailwind CSS è diventato popolare perché ha cambiato il modo di scrivere CSS, portando velocità, flessibilità e controllo. Bootstrap rimane valido, ma Tailwind rappresenta una scelta moderna per chi desidera design personalizzati e un approccio utility-first.
In altre parole: se Bootstrap è come avere un set di mobili già montati da IKEA, Tailwind ti dà i pezzi di legno, le viti e la libertà di costruire ciò che vuoi.
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