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Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare di Nano Banana (nome in codice) su social, blog e comunità AI. Ma che cos’è esattamente? In breve: è l’ultimo modello per la modifica e generazione di immagini sviluppato da Google, noto ufficialmente come Gemini 2.5 Flash Image.
Ciò che lo rende davvero rivoluzionario è la capacità di modificare foto su comando testuale (“add this”, “ change that”) mantenendo contesto, coerenza del personaggio (volti, proporzioni, caratteristiche fisionomiche), illuminazione, sfondi, ecc., anche su più modifiche successive. Proprio come se Photoshop non fosse solo uno strumento manuale, ma un alleato che capisce cosa vuoi fare e lo applica bene.
Come funziona
Ecco le caratteristiche principali che rendono Nano Banana simile, ma anche superiore sotto certi aspetti, a quello che molti fanno con Photoshop:
- Modifiche tramite linguaggio naturale
Basta scrivere cosa vuoi cambiare (“rimuovi lo sfondo”, “aggiungi un sorriso”, “cambia il colore del vestito”, “metti quel soggetto in un altro contesto”) e l’IA interpreta il tutto. - Coerenza del personaggio e dell’identità
Anche dopo modifiche multiple, il soggetto rimane riconoscibile: i lineamenti, l’espressione, proporzioni ecc. non vengono “stravolti” come spesso accade con altri modelli AI. - Preservazione del contesto e della scena
Illuminazione, sfondo, texture, atmosfera generale: tutto rimane coerente, anche se cambi elementi specifici. Per esempio puoi cambiare outfit senza alterare il mood luminoso, oppure spostare oggetti mantenendo prospettiva e ombre. - Iterazioni successive e multi‑turn editing
Puoi intervenire su un’immagine, modificare qualcosa, poi richiedere un’altra modifica restando sull’iterazione precedente: l’IA tiene memoria del contesto e delle modifiche fatte. Questo è ciò che dà l’effetto “vivente”, in cui l’immagine evolve ma non si disconnette da ciò che era prima. - Uso pratico / disponibilità
È integrato nell’app Gemini di Google.
N.B. Tutte le immagini create o modificate nell'app Gemini includono una filigrana visibile per dimostrare la manipolazione effettuata tramite AI
Esempi concreti
- Un ritratto modificato per cambiare sfondo ma mantenere espressione, illuminazione e proporzioni del volto
- Una scena dove si inserisce o rimuove un oggetto mantenendo le ombre coerenti
- Trasformazioni stilistiche leggere (es. cambiare outfit o colore, trasformare una scena diurna in notturna)
- Interventi su più soggetti nella stessa immagine (per esempio più persone) per verificare che rimangano coerenti tra loro
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| Immagine iniziale |
otteniamo questo risultato
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| Immagine modificata da Nano Banana |
Come accedere a Nano Banana e provarlo
Ci sono tre modalità principali per usare Nano Banana:
- Sito ufficiale — visita nanobanana.ai per informazioni, demo e risorse ufficiali.
- Integrato in Gemini — Nano Banana è disponibile anche all'interno dell'interfaccia Gemini. Nella UI di Gemini l'opzione può comparire come Nano Banana o Gemini 2.5 Flash, a seconda dell'offerta. Alcune funzionalità avanzate potrebbero essere riservate ai piani a pagamento.
- Prova gratis con AI Studio — se vuoi testarlo senza sottoscrivere un piano, puoi usare aistudio.google.com, la piattaforma che permette di provare i modelli Google con crediti gratuiti limitati (ma spesso sufficienti per numerose prove).
Procedura rapida per provarlo gratis su AI Studio
- Accedi con il tuo account Google su aistudio.google.com.
- Crea un nuovo progetto (o aprine uno esistente): nella dashboard scegli di avviare un esperimento o una sessione di test.
- Seleziona il modello: cerca “Nano Banana” o “Gemini 2.5 Flash Image” nella lista dei modelli disponibili e selezionalo per la sessione.
- Controlla i crediti: AI Studio fornisce un numero di crediti gratuiti per i nuovi utenti; la pagina del progetto mostra quanti crediti restano e il costo stimato per ogni richiesta. Utilizza prompt di prova per valutare le capacità senza esaurire subito i crediti.
- Esegui modifiche testuali: carica una foto di prova e digli cosa modificare (es. “rimuovi lo sfondo”, “cambia il colore del vestito”, “aggiungi un sorriso”); osserva come il modello applica le modifiche mantenendo contesto e coerenza.
- Itera in più turni: ottima pratica è lavorare per fasi — esegui una modifica, valuta il risultato, quindi richiedi l’iterazione successiva mantenendo il contesto. Questo mostra l’effetto “vivente” di Nano Banana.
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| Google AI Studio |
Consigli pratici
- Leggi le limitazioni e l'informativa sui crediti prima di iniziare per evitare costi imprevisti.
- Per risultati migliori, fornisci prompt chiari e, se possibile, punti di riferimento visivi (es. “mantieni questa espressione”, “usa la stessa illuminazione”).
- Ricordati delle questioni legali ed etiche: ottieni il consenso delle persone ritratte prima di generare o modificare immagini su larga scala.
Limiti e considerazioni
Niente è perfetto: qualche punto da non sottovalutare:
- Potrebbero esserci casi in cui dettagli minuscoli (“micro‑texture”, riflessi molto precisi) non siano perfetti e richiedano interventi manuali.
- In scene complesse con molti soggetti/personaggi/oggetti, l’IA può confondersi su cosa cambiare esattamente.
- Risoluzione: anche se il modello supporta output di alta qualità, su certi formati molto grandi può esserci perdita o necessità di upscaling.
- Aspetti etici e di copyright: riconoscimento della generazione AI, uso responsabile delle immagini, preservazione del consenso delle persone ritratte se usate come “modello”.
Conclusione
Nano Banana rappresenta un cambio di paradigma: non è solo un altro strumento di ritocco, ma un’interfaccia neurale che permette di “parlare” con l’immagine. Se Photoshop è stato lo strumento che ha dato potere al designer, Nano Banana allarga la porta anche a chi non sa usare livelli, maschere o pennelli, rendendo accessibile un editing sofisticato con semplici comandi.
Potrebbe cambiare il modo in cui si fa storytelling visivo, marketing, branding, moda, produzione di contenuti social: più rapidità, più esperimenti, meno barriere tecniche.
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