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Il ciclo di vita dello sviluppo del software, noto come SDLC (Software Development Life Cycle), è un processo strutturato che guida lo sviluppo di un’applicazione dalla nascita dell’idea fino alla manutenzione post-rilascio. Comprendere a fondo ogni fase dell’SDLC è essenziale per garantire qualità, efficienza e successo del progetto.
🔍 Cos’è l’SDLC
L’acronimo SDLC sta per Software Development Life Cycle, ovvero Ciclo di Vita dello Sviluppo del Software. È un modello concettuale e organizzativo che descrive in dettaglio tutte le fasi coinvolte nello sviluppo di un software, dalla concezione dell’idea fino alla sua manutenzione post-rilascio.
Questo ciclo aiuta le organizzazioni a:
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Pianificare lo sviluppo in modo strategico
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Controllare i costi e i tempi
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Garantire qualità e soddisfazione dell’utente
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Ridurre i rischi
🧩 Fasi dell’SDLC
1. 📒 Pianificazione (Planning)
La fase di pianificazione è il fondamento del progetto. In questa fase vengono raccolte le informazioni preliminari per capire cosa si vuole realizzare, perché e come. Si definisce lo scopo del progetto, si valutano costi, tempi, risorse e rischi.
Viene spesso effettuata una analisi di fattibilità, che copre diversi aspetti:
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Tecnica: Il progetto è realizzabile dal punto di vista tecnologico?
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Economica: I benefici superano i costi?
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Operativa: L’organizzazione è pronta ad adottarlo?
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Legale: Ci sono vincoli normativi?
Questa fase coinvolge figure come il project manager, stakeholder, business analyst, e in alcuni casi anche utenti finali.
✅ Attività:
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Analisi della fattibilità (tecnica, economica, legale, operativa)
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Definizione degli stakeholder
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Pianificazione delle risorse e dei tempi
📌 Esempio:
Un’azienda decide di creare un’app per ordinare cibo. In fase di pianificazione:
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Si stimano costi e tempi (50.000 € e 6 mesi)
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Si assegnano risorse: project manager, sviluppatori, designer
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Si prevede un rischio legato a ritardi di consegna da parte dei ristoranti partner
2. 🧑💼 Analisi dei Requisiti (Requirements Analysis)
Qui si entra nella fase analitica. Il team deve comprendere appieno cosa si vuole costruire. Questo include sia i requisiti funzionali (funzionalità che il software deve offrire) che quelli non funzionali (prestazioni, sicurezza, usabilità, scalabilità).
La raccolta dei requisiti può avvenire tramite:
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Interviste con utenti/stakeholder
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Questionari
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Analisi dei processi aziendali
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Studio di software concorrenti
Il risultato è un documento formale chiamato SRS (Software Requirements Specification), che serve da guida per tutte le fasi successive.
✅ Attività:
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Interviste con utenti
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Documentazione di requisiti funzionali/non funzionali
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Creazione dello SRS
📌 Esempio:
Per l’app food delivery:
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Requisito funzionale: "L’utente può ordinare cibo dal ristorante selezionato"
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Requisito non funzionale: "Il sistema deve rispondere entro 2 secondi anche con 500 utenti attivi"
3. 🎢 Progettazione (Design)
Durante questa fase, il team trasforma i requisiti in specifiche tecniche e architetturali. Questo comprende:
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Scelta delle tecnologie (es. React, Python, PostgreSQL)
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Progettazione dell’architettura del sistema (monolitica, a microservizi, client-server, ecc.)
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Modellazione dei dati (schema del database)
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Definizione dell’interfaccia utente (UI/UX)
I risultati includono documenti tecnici, diagrammi UML, prototipi di interfaccia (wireframe) e spesso anche proof of concept.
✅ Attività:
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Progettazione dell’architettura
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Scelta delle tecnologie
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UI/UX e wireframe
📌 Esempio:
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Si sceglie un'architettura REST con React Native per l’app mobile
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Si definiscono endpoint come:
/api/menu,/api/order -
Wireframe: schermata iniziale, lista dei ristoranti, dettaglio piatto
4. 👩💻 Implementazione (Development)
È la fase in cui il codice viene scritto. Gli sviluppatori seguono le specifiche di design per realizzare le funzionalità previste.
Lo sviluppo può seguire strategie diverse:
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Sviluppo incrementale (feature per feature)
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TDD (Test Driven Development)
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CI/CD (integrazione e distribuzione continua)
In team numerosi si usano strumenti di collaborazione e versionamento come Git, GitHub, Jira, Docker, ecc.
✅ Attività:
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Codifica delle funzionalità
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Gestione del codice sorgente
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Integrazione tra moduli
📌 Esempio:
Gli sviluppatori implementano:
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Login utente con Firebase
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Backend con Node.js
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Integrazione con gateway di pagamento Stripe
5. 🕵️♀️ Testing
Obiettivo: garantire che il software funzioni correttamente, sia privo di bug e rispetti i requisiti. È fondamentale testare sia il comportamento del sistema sia le sue prestazioni.
Tipi di test:
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Unit test: test su singole funzioni/metodi
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Integration test: test sull’interazione tra moduli
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System test: verifica del sistema completo
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User Acceptance Test (UAT): verifica da parte degli utenti
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Stress test / Load test: test in condizioni estreme
I bug rilevati vengono documentati e corretti prima della messa in produzione.
✅ Attività:
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Test funzionali
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Test automatizzati/manuali
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Correzione bug
📌 Esempio:
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I QA testano il pagamento in condizioni di rete lenta
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Viene identificato un bug nel carrello: il totale non si aggiorna se un piatto viene rimosso
6. 🚀 Distribuzione (Deployment)
Una volta che il software è stato testato e approvato, viene rilasciato in produzione. A seconda del progetto, il deployment può essere:
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Manuale
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Automatico (CI/CD)
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Graduale (canary release, A/B testing)
Devono essere predisposti:
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Ambienti di produzione e staging
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Backup dei dati
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Meccanismi di rollback
✅ Attività:
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Rilascio del software
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Monitoraggio post-deployment
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Configurazione dei server e sicurezza
📌 Esempio:
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L’app viene pubblicata su Google Play e App Store
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Si monitorano crash e performance tramite strumenti come Firebase Crashlytics
7. 🐞 Manutenzione (Maintenance)
Questa fase continua per tutta la vita utile del software. Include:
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Correzione di bug scoperti dopo il rilascio
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Aggiornamenti per compatibilità (nuovi OS, browser)
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Nuove funzionalità basate sul feedback degli utenti
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Patch di sicurezza
La manutenzione può essere correttiva, adattiva, migliorativa o preventiva.
✅ Attività:
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Gestione delle segnalazioni utenti
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Aggiornamenti e patch
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Estensioni del software
📌 Esempio:
L’azienda riceve segnalazioni su problemi di accessibilità per ipovedenti. Viene migliorata la UI e aggiunto il supporto per screen reader.
📚 Modelli di SDLC
Prima di applicare il ciclo di vita dello sviluppo del software, è fondamentale scegliere il modello di sviluppo più adatto: un framework strategico che definisce come e quando vengono eseguite le fasi dell’SDLC.
La scelta dipende dal tipo di progetto, dal livello di flessibilità richiesto, dal coinvolgimento degli stakeholder e dalla tolleranza al rischio.
Ogni modello offre vantaggi e compromessi diversi in termini di pianificazione, adattabilità, costi e velocità di consegna. Di seguito analizziamo i tre modelli più diffusi: Waterfall, Iterativo-Incrementale e Agile, spiegando quando e perché adottarli.
1. Modello a Cascata (Waterfall)
È il modello più tradizionale. Le fasi si susseguono in modo lineare e sequenziale: una fase deve essere completata prima di passare alla successiva. Non è previsto il ritorno a fasi precedenti.
Pro:
- Struttura semplice e chiara
- Ideale per progetti con requisiti ben definiti
-
Nessuna flessibilità ai cambiamenti
- Costoso correggere errori tardi nel processo
2. Modello Iterativo-Incrementale
Il software viene sviluppato in piccoli incrementi, ognuno dei quali aggiunge funzionalità. Ogni iterazione include una mini-versione del ciclo completo (analisi, sviluppo, test).
Pro:
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Consegne frequenti e feedback continuo
- Riduce i rischi di fallimento totale
Contro:
- Richiede buona progettazione iniziale
- Può complicare la gestione del progetto
3. Modello Agile
Agile è una filosofia, non un processo rigido. Promuove collaborazione continua, sprint brevi, adattabilità e consegna frequente di software funzionante. I framework più noti sono Scrum, Kanban, Extreme Programming (XP).
Pro:- Altissima flessibilità e adattamento al cambiamento
- Coinvolgimento diretto del cliente
- Richiede team disciplinati
- Poco adatto a progetti con requisiti fissi e budget rigido
✅ Conclusione
L’SDLC è una componente imprescindibile per lo sviluppo strutturato e professionale del software. Le sue fasi – dalla pianificazione alla manutenzione – aiutano a controllare ogni aspetto del progetto, riducendo errori e aumentando il valore finale.
La scelta del modello SDLC (Waterfall, Iterativo, Agile) deve essere coerente con:
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Tipo di progetto
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Risorse disponibili
-
Grado di incertezza
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Requisiti di qualità
| Criterio / Tipo di Progetto | Waterfall | Iterativo-Incrementale | Agile |
|---|---|---|---|
| Requisiti ben definiti e stabili | ✅ Sì | ✅ Sì | ⚠️ Non ideale |
| Progetti piccoli e a basso rischio | ✅ Sì | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Progetti con elevata incertezza sui requisiti | ❌ No | ✅ Sì | ✅ Perfetto |
| Bisogno di feedback frequente dagli utenti/clienti | ❌ No | ✅ Parziale | ✅ Sì |
| Time-to-market ridotto / consegne rapide | ❌ No | ✅ Possibile | ✅ Ottimo |
| Budget e tempi fissi, documentazione richiesta in anticipo | ✅ Ideale | ⚠️ Dipende | ❌ Critico |
| Progetti su larga scala, moduli indipendenti | ⚠️ Complesso | ✅ Sì | ✅ Con Scrum |
| Team distribuito o con poca comunicazione | ✅ Sì | ✅ Sì | ❌ Sconsigliato |
| Alta priorità alla qualità del software fin dall’inizio | ⚠️ Complesso | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Clienti disponibili a collaborare attivamente e costantemente | ❌ No | ✅ Graduale | ✅ Fondamentale |
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