![]() |
Nel cuore dell’era digitale, la nostra sicurezza online si basa su sistemi crittografici considerati oggi inviolabili. Ma all’orizzonte si profila una rivoluzione: il Q-Day, il giorno in cui i computer quantistici diventeranno abbastanza potenti da superare queste difese. In questo articolo scopriamo cosa significa, perché è importante e come possiamo prepararci al mondo post-quantistico.
Cos’è il Q-Day?
Il termine Q-Day (abbreviazione di Quantum Day) indica un punto cruciale nel futuro dell’informatica: il giorno in cui i computer quantistici diventeranno così potenti da riuscire a rompere i sistemi di crittografia oggi considerati sicuri.
In pratica, sarà il giorno in cui molte delle protezioni digitali attuali smetteranno di funzionare.
Un salto nella crittografia moderna
Per capire perché questo è un problema enorme, facciamo un passo indietro. Oggi, quasi tutto ciò che facciamo online — dall’invio di un’email alla gestione del conto bancario — è protetto da sistemi crittografici, come:
-
RSA (Rivest-Shamir-Adleman)
-
ECC (Elliptic Curve Cryptography)
-
DSA (Digital Signature Algorithm)
Questi algoritmi si basano su problemi matematici complessi, che sono facili da eseguire in una direzione (es. moltiplicare due numeri primi) ma molto difficili da invertire (es. trovare i numeri primi dati solo il risultato).
Con i computer classici, rompere questi codici richiederebbe migliaia o milioni di anni.
Ma i computer quantistici cambiano le regole del gioco.
Cos’è un computer quantistico?
Un computer quantistico è una macchina che sfrutta i principi della meccanica quantistica, una branca della fisica che descrive il comportamento delle particelle su scala subatomica.
Invece di usare bit (che rappresentano 0 o 1), usa qubit (quantum bits), che possono rappresentare 0 e 1 contemporaneamente, grazie al fenomeno della sovrapposizione.
Grazie ad altri fenomeni quantistici come l'entanglement, i computer quantistici possono elaborare molte possibilità in parallelo, rendendoli estremamente potenti per certi tipi di calcoli.
Perché sono una minaccia per la crittografia?
Il problema nasce da un algoritmo quantistico chiamato Algoritmo di Shor, ideato da Peter Shor nel 1994.
Questo algoritmo può fattorizzare numeri enormi esponenzialmente più velocemente rispetto a qualsiasi algoritmo classico conosciuto. E visto che RSA, per esempio, si basa proprio sulla difficoltà di fattorizzazione, il Q-Day rappresenta una condanna a morte per questi sistemi.
Allo stesso modo, l’Algoritmo di Grover permette di accelerare la ricerca in spazi di chiavi, riducendo la sicurezza degli algoritmi simmetrici (come AES).
Conseguenze del Q-Day
Il Q-Day non sarà un evento visibile al grande pubblico come un blackout o un attacco informatico, ma avrà conseguenze profonde:
-
Furto retroattivo dei dati: dati cifrati oggi (ma salvati da hacker o governi ostili) potranno essere decifrati domani.
-
Violazione di comunicazioni sensibili: email, messaggi, documenti riservati potrebbero diventare leggibili.
-
Compromissione delle infrastrutture: banche, ospedali, eserciti e governi potrebbero trovarsi vulnerabili.
-
Crisi nella fiducia digitale: senza crittografia sicura, la fiducia nei sistemi online verrebbe meno.
Quanto manca al Q-Day?
La verità è che non lo sappiamo con certezza. Le stime attuali parlano di un intervallo tra i 10 e i 20 anni, ma potrebbero essere di più o di meno.
Anche se i computer quantistici esistono già, oggi sono ancora troppo instabili e con pochi qubit utili (qubit “logici”) per eseguire l’Algoritmo di Shor su larga scala.
Tuttavia, grandi potenze e aziende tech stanno investendo miliardi in questa corsa. E quando il traguardo sarà raggiunto, sarà troppo tardi per reagire se non ci saremo preparati prima.
Come ci si prepara: la crittografia post-quantistica
Fortunatamente, la comunità scientifica è già al lavoro su soluzioni chiamate algoritmi post-quantistici, ossia sistemi crittografici progettati per resistere anche ai computer quantistici.
Il NIST (National Institute of Standards and Technology), un ente governativo statunitense, ha lanciato dal 2016 una competizione per selezionare gli standard del futuro. Alcuni degli algoritmi finalisti includono:
-
CRYSTALS-Kyber (per la cifratura)
-
CRYSTALS-Dilithium (per le firme digitali)
-
FALCON e SPHINCS+
L’adozione di questi nuovi algoritmi richiederà anni di lavoro e aggiornamenti infrastrutturali, perché dovranno essere implementati ovunque: nei browser, nei server, nei dispositivi mobili, nelle carte di credito, nelle blockchain e oltre.
Cosa possiamo fare oggi?
-
Sensibilizzare: capirne l’importanza è il primo passo. Il Q-Day non è fantascienza: è solo questione di tempo.
-
Aggiornare le tecnologie: per chi lavora nell’IT o nella cybersecurity, è fondamentale monitorare le evoluzioni e iniziare a sperimentare con algoritmi post-quantistici.
-
Proteggere i dati sensibili a lungo termine: le informazioni che devono restare private per molti anni (contratti, segreti industriali, dati sanitari) vanno già oggi trattate con attenzione extra.
-
Supportare l’adozione di nuovi standard: governi, università e aziende devono collaborare per un’adozione ordinata e sicura delle nuove tecnologie crittografiche.
Conclusione
Il Q-Day non è un film di Hollywood, ma un possibile punto di svolta nella storia della sicurezza digitale. Non dobbiamo temerlo come una catastrofe, ma prepararci con intelligenza e consapevolezza.
La transizione verso un mondo “post-quantistico” sarà lunga e complessa, ma possiamo iniziarla oggi — con conoscenza, responsabilità e innovazione.
🔖 Glossario rapido:
-
Qubit: unità base dell’informazione nei computer quantistici.
-
Sovrapposizione: capacità di un qubit di essere sia 0 che 1 allo stesso tempo.
-
Entanglement: correlazione tra qubit che permette calcoli paralleli molto potenti.
-
Algoritmo di Shor: algoritmo quantistico che rompe RSA.
-
Algoritmo di Grover: algoritmo quantistico che accelera la ricerca di chiavi segrete.
-
Post-quantum cryptography: nuova generazione di algoritmi resistenti ai computer quantistici.
Follow me #techelopment
Official site: www.techelopment.it
facebook: Techelopment
instagram: @techelopment
X: techelopment
Bluesky: @techelopment
telegram: @techelopment_channel
whatsapp: Techelopment
youtube: @techelopment
