Il consulente con la C maiuscola... e il consulente solo "sulla carta"

  


Nel mondo del lavoro, specialmente in ambito tecnologico e consulenziale, è sempre più frequente imbattersi in due tipologie di professionisti: quelli che fanno la differenza, e quelli che si limitano a indossare un'etichetta.

Essere un consulente con la C maiuscola non significa solo avere una qualifica, ma incarnare una mentalità, un approccio, un'attitudine al problem solving e al miglioramento continuo. Significa essere parte attiva del progresso aziendale, contribuire in modo concreto alla crescita, all'efficienza e alla sostenibilità delle soluzioni adottate.

Ma esiste anche l'altra faccia della medaglia: il consulente solo “sulla carta”, il fake consultant.

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🤡 Chi è il consulente solo “sulla carta”?

  1. 🙈 È passivo di fronte ai problemi

    Osserva, ma non agisce. Si limita a segnalare criticità senza mai offrire una soluzione concreta o assumersi responsabilità.

  2. 🙅‍♂️ Si nasconde dietro la frase “non è di mia competenza”

    Appena qualcosa esula dal proprio perimetro tecnico o contrattuale, si chiama fuori. Non cerca mai di comprendere chi possa essere la persona giusta da coinvolgere né offre supporto trasversale.

  3. 💤 Non si documenta, non si aggiorna

    Lavora con tecnologie o approcci obsoleti, convinto che basti “sapere quello che sa”. Rifiuta implicitamente l’idea che il suo ruolo richieda un apprendimento continuo.

  4. 🧳 Evita l’operatività concreta

    È maestro nel “parlare di cose da fare”, ma raramente si sporca le mani per farle. Lascia attività in sospeso, senza ownership o follow-up.

  5. 🕰️ Reagisce, non agisce

    Aspetta che i problemi esplodano. Non ha uno spirito proattivo, né la capacità di anticipare i rischi o di proporre soluzioni migliorative.

  6. 🧱 Si accontenta dello status quo

    Davanti a processi inefficienti o inutilmente complessi, la sua risposta tipica è: "Abbiamo sempre fatto così". Non mette mai in discussione prassi superate, anche quando i risultati sono scarsi.

  7. 😰 Ha paura del cambiamento

    Il cambiamento lo destabilizza. Preferisce rimanere nella zona di comfort, anche se questo significa rallentare l'evoluzione aziendale o tecnologica.

  8. 🐌 Non considera le performance

    Si concentra sulle funzionalità senza curarsi di efficienza, velocità o impatto. Un sistema può anche "funzionare", ma se è lento o instabile, è inutile.

  9. ⛔ Non ottimizza nulla

    Non propone mai automatismi, non distribuisce i carichi, non cerca soluzioni intelligenti. Fa il “compitino” e nulla più.

  10. 🎯 Non sente la responsabilità del risultato finale

    Il suo coinvolgimento finisce dove finisce il task. Non ha visione d’insieme né senso di responsabilità sull’efficacia complessiva del lavoro svolto.

  11. 👉 Sempre col dito puntato

    Quando qualcosa va storto, la sua prima reazione è trovare un colpevole, mai una soluzione. È pronto a incolpare colleghi, clienti, processi o strumenti, ma mai mette in discussione sé stesso o il proprio operato. Invece di collaborare per risolvere, alimenta tensioni e sfiducia nel team.


✅ Chi è il vero Consulente

Il vero Consulente è una figura strategica, concreta, competente. Non è solo un esperto, ma un facilitatore di soluzioni, un partner affidabile per aziende e team. Queste sono le sue caratteristiche distintive:

  1. 🔍 Ha un approccio analitico

    Non si ferma all’evidenza superficiale, ma scava in profondità, analizza dati, flussi e comportamenti per capire davvero cosa non funziona. Ogni scelta è supportata da razionalità e logica.

  2. 🧠 Individua la root cause dei problemi

    Non si limita a “tamponare” i sintomi. Va alla radice del problema per risolverlo in modo strutturale, evitando recidive.

  3. 🧑‍🤝‍🧑 Sa coinvolgere gli owner giusti

    Se qualcosa non rientra nel suo ambito diretto, non si tira indietro. Sa identificare chi può risolvere il problema, coinvolgerlo con intelligenza e offrire supporto per arrivare a una soluzione.

  4. 📚 È sempre aggiornato

    Studia, si informa, sperimenta. Conosce le tecnologie emergenti e le best practice di processo. Sa che nel suo ruolo, fermarsi equivale a regredire.

  5. 🛠️ È operativo e risolutivo

    Non lascia punti in sospeso. Se c’è qualcosa da fare, lo fa. Se c’è qualcosa da gestire, se ne occupa. Non aspetta che lo facciano altri.

  6. ⚡ È proattivo

    Non aspetta che i problemi si manifestino: li previene. Sa anticipare i colli di bottiglia e segnalare criticità latenti, proponendo soluzioni prima che si trasformino in urgenze.

  7. 💡 Propone miglioramenti

    È un innovatore pratico. Se c’è una soluzione più intelligente, più tecnologica o più efficiente, la propone. Se un processo è migliorabile, lo reingegnerizza.

  8. 🤖 Cerca automatismi ed efficienza

    Dove possibile, individua attività ripetitive da automatizzare, riduce i tempi morti, ridistribuisce i carichi in modo equilibrato per migliorare la produttività complessiva.

  9. 🛡️ Riduce i rischi

    Conosce l’impatto delle scelte tecniche e operative. È attento alla sicurezza, all’affidabilità, alla scalabilità. Previene criticità che potrebbero generare disservizi o problemi sistemici.

  10. 🚀 Ha attenzione costante alle performance

    Sa che anche la soluzione più funzionale diventa inutile se non performa. Analizza tempi di risposta, carichi di sistema e usabilità per garantire sempre il miglior compromesso tra funzionalità ed efficienza.

  11. 🧭 Non si tira indietro

    Non dice mai “non è un problema mio”. Se qualcosa impatta il progetto, lo riguarda. E se può dare una mano, lo fa. Punto.

  12. 🔄 Non accetta lo “abbiamo sempre fatto così”

    Sfida lo status quo con spirito critico e costruttivo. Rivede i processi quando non sono più efficaci, senza timori né attaccamenti nostalgici.

  13. 🌪️ Abbraccia il cambiamento

    Non teme le novità. Le studia, le comprende, le sfrutta. In un mondo che corre veloce, sa che restare fermi equivale a rimanere indietro.

  14. 💰 Sta attento ai costi

    Ogni decisione tecnica o operativa è valutata anche in termini di impatto economico. Il bravo consulente sa che efficienza non è solo tecnica, ma anche sostenibilità dei costi nel breve e lungo periodo. Cerca il miglior equilibrio tra valore, prestazioni e budget disponibile.

  15. 💞 Sa collaborare per un bene più grande

    Il vero consulente non lavora per il proprio tornaconto, ma per il successo del progetto, del cliente, del team. È capace di mettere da parte l’ego, ascoltare, contribuire e aiutare gli altri, anche se non ne trae un vantaggio diretto. Perché sa che la vera vittoria è condivisa.


🙌 Il Consulente che fa la differenza

Il vero consulente è un professionista completo: tecnico ma anche strategico, analitico ma anche creativo, competente ma anche umile. È una guida, un alleato, una figura di riferimento.

Il bravo consulente risolve, ottimizza, anticipa, collabora e cresce.
Il consulente "sulla carta" rimane fermo, reattivo, chiuso e scollegato dal valore reale.

In un’epoca in cui le aziende hanno bisogno di velocità, visione e concretezza, la differenza tra queste due figure è più che mai evidente.

Il vero consulente non è chi ha un ruolo: è chi ha un impatto!



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