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Nel panorama attuale della sicurezza informatica e dell’ottimizzazione web, emergono continuamente nuove tecniche di manipolazione, molte delle quali possono compromettere l’integrità dei siti web o manipolare i risultati dei motori di ricerca.
Due tra queste tecniche sono l’hijacking (in varie forme, come il “SEO hijacking” o il “session hijacking”) e la search parameter injection. Questo articolo mira a fornire una panoramica dettagliata di entrambe, accompagnata da esempi tecnici, implicazioni pratiche e contromisure efficaci.
1. Hijacking: Definizione e Tipologie
1.1 Definizione
Il termine hijacking, letteralmente “dirottamento”, in ambito informatico si riferisce all’atto di prendere il controllo di una risorsa digitale (come una sessione utente, una pagina web, o un flusso di traffico) senza autorizzazione. In contesti SEO, il termine assume connotazioni più specifiche legate alla manipolazione dell’indicizzazione nei motori di ricerca.
1.2 Tipologie principali
a. Session Hijacking
Session hijacking consiste nel sottrarre o manipolare l’identificatore di sessione (session ID) di un utente per ottenere accesso non autorizzato. È spesso effettuato tramite intercettazione del traffico HTTP, cross-site scripting (XSS), o attacchi man-in-the-middle (MITM).
Esempio:
Un utente accede a un’applicazione web tramite HTTP non cifrato. Un attaccante intercetta il traffico con Wireshark e ottiene un cookie di sessione:
GET /dashboard HTTP/1.1
Host: example.com
Cookie: sessionid=abc123xyz
L’attaccante usa questo cookie per accedere all’account dell’utente.
b. SEO Hijacking
Il SEO hijacking è una tecnica utilizzata per dirottare il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google. Può essere effettuato in vari modi:
-
Redirect 301/302 non autorizzati
-
Copia del contenuto (scraping) con link manipolati
-
Cloaking, ovvero presentare contenuti diversi a Google e agli utenti
-
Utilizzo di search parameter injection (vedi sezione successiva)
Esempio: Un sito malevolo crea una copia di una pagina legittima, ma aggiunge link verso il proprio dominio, cercando di rubare traffico o reputazione.
Vediamo meglio nel dettaglio come avviene:
b1. Individuazione del sito legittimo
-
L’attaccante sceglie un sito autorevole, ad esempio un blog o un e-commerce con buoni posizionamenti su Google (es.
https://www.example-legittimo.com/articolo-importante).
b2. Scraping del contenuto
-
Tramite uno scraper (ad esempio uno script Python con
BeautifulSoupo un tool tipo HTTrack) copia interamente il codice HTML:
<!-- Originale su www.example-legittimo.com -->
<article>
<h1>Le 10 migliori scarpe da corsa</h1>
<p>...</p>
<ul>
<li><a href="/prodotti/nike-pegasus">Nike Pegasus</a></li>
<li><a href="/prodotti/adidas-ultra">Adidas Ultra</a></li>
</ul>
</article>b3. Modifica dei link interni
-
Nell’HTML clonato, sostituisce tutti i link che puntano al dominio legittimo con link al proprio dominio malevolo:
<!-- Versione malevola su www.attaccante-ecom.com -->
<article>
<h1>Le 10 migliori scarpe da corsa</h1>
<p>...</p>
<ul>
<!-- Prima: /prodotti/nike-pegasus -->
<!-- Dopo: link verso la sua pagina affiliate o di spam -->
<li><a href="https://www.attaccante-ecom.com/nike-pegasus-scontate">Nike Pegasus</a></li>
<li><a href="https://www.attaccante-ecom.com/adidas-ultra-offerta">Adidas Ultra</a></li>
</ul>
</article>-
Aggiunge, se vuole, anche nuovi paragrafi promozionali o banner.
b4. Pubblicazione sul dominio malevolo
-
Il contenuto “falsificato” viene caricato su un server pubblico (es.
www.attaccante-ecom.com/10-scarpe-corsa.html).
b5. Indicizzazione da parte dei motori di ricerca
-
Poiché l’URL è diverso, Google considera la nuova pagina come un contenuto inedito. Nel ranking, grazie alla qualità originaria del testo, potrebbe posizionarsi vicino o sopra l’originale.
-
Tutti i link “modificati” faranno confluire il traffico (e un po’ di “link juice” SEO) verso il sito malevolo.
b6. Effetti pratici
-
Traffic diversion
Gli utenti che cercano “Le 10 migliori scarpe da corsa” atterrano sul sito dell’attaccante anziché su quello legittimo. -
Perdita di trust
Se i link portano a offerte fasulle o malware, l’utente percepisce un’esperienza negativa e incolpa il dominio “originale”. -
SEO poisoning
Il dominio legittimo può subire penalizzazioni a causa di contenuti duplicati o segnalazioni di spam.
Come riconoscerlo
-
Controlla Google Search Console: cerca URL sospetti con titoli o snippet identici ai tuoi.
-
Search “site:” + titolo esatto
site:attaccante-ecom.com "Le 10 migliori scarpe da corsa"se esce la tua headline, è un indicatore.
-
Strumenti di monitoraggio: servizi come Copyscape o Siteliner segnalano pagine clone.
Contromisure
-
Canonical tag
Nell’<head>del tuo articolo:<link rel="canonical" href="https://www.example-legittimo.com/articolo-importante"/> -
Robots.txt
Blocca directory sospette o parametri se hai un motore di ricerca interno. -
Watermark testuale
Inserisci frasi uniche (“in continuo aggiornamento dal 2025”) che, se duplicate, ti fanno individuare subito lo scraper. -
DMCA / segnalazioni webmaster
Invia un’infrazione di copyright a Google per rimuovere il clone.
In sintesi, il SEO hijacking via content scraping e link injection sfrutta la reputazione di un sito affidabile per convogliare traffico e autorità verso un dominio malevolo, ma può essere contrastato con canonicalizzazione, monitoraggio costante e politiche anti-scraping.
2. Search Parameter Injection
2.1 Cos'è la Search Parameter Injection
La search parameter injection è una tecnica attraverso la quale un attaccante manipola i parametri di ricerca URL per:
-
Indurre i motori di ricerca a indicizzare contenuti non desiderati
-
Generare pagine dinamiche contenenti spam, contenuti malevoli o pubblicità affiliate
-
Manipolare il comportamento delle ricerche interne di un sito
Questa tecnica è spesso usata per fare “parasite SEO”, ovvero inserire pagine fasulle o non controllate all’interno di un dominio legittimo per trarne vantaggio.
2.2 Meccanismo Tecnico
Molti siti web utilizzano query string per gestire la ricerca interna, ad esempio:
https://example.com/search?q=scarpe+da+corsa
Se il sito non valida correttamente il parametro q, l’attaccante può manipolarlo:
https://example.com/search?q=<script>document.location='http://evil.com'</script>
O, più comunemente, può fare injection di contenuti testuali o spam:
https://example.com/search?q=viagra+gratis+spedizione
Google, nel tentativo di esplorare e indicizzare ogni URL univoco, può accidentalmente indicizzare tali pagine, creando “backdoor” nel sito per contenuti di spam.
2.3 Esempio pratico di Search Parameter Injection
Step-by-step
-
Un attaccante scopre che un sito e-commerce ha un motore di ricerca interno accessibile via URL:
https://shoponline.com/search?query= -
Prova a inviare una stringa manipolata:
https://shoponline.com/search?query=buy+cheap+cialis+online -
Se la pagina di ricerca genera una risposta come:
"Risultati per buy cheap cialis online"
senza alcuna validazione, Google può indicizzarla. -
Risultato: La pagina appare nei risultati di Google con snippet spam, utilizzando la credibilità del dominio legittimo.
3. Implicazioni di Sicurezza e SEO
3.1 Rischi
-
SEO poisoning: il sito appare nei risultati di Google con contenuti malevoli o fuorvianti.
-
Perdita di reputazione: gli utenti vedono risultati spam con il nome del dominio.
-
Blacklist: Google può penalizzare il sito o escluderlo dagli indici.
-
Data leakage: nel caso di hijacking di sessioni o query contenenti dati personali.
3.2 Vettori comuni
-
Mancanza di sanitizzazione dei parametri
-
Ricerca interna implementata lato server senza filtri
-
Assenza di
robots.txtche blocchi l’indicizzazione di URL con query -
Vulnerabilità XSS o open redirect
4. Strategie di Mitigazione
4.1 Validazione e sanitizzazione
Ogni parametro URL deve essere validato. Esempio in PHP:
$q = htmlspecialchars($_GET['q'], ENT_QUOTES, 'UTF-8');
Oppure in un framework come Laravel:
$request->validate([
'q' => 'string|max:100'
]);
4.2 Prevenire l’indicizzazione
Bloccare l’indicizzazione di parametri di ricerca con robots.txt:
User-agent: *
Disallow: /search
Oppure usare tag HTML:
<meta name="robots" content="noindex, nofollow">
4.3 Monitoraggio e auditing
-
Usare Google Search Console per rilevare URL sospetti
-
Monitorare i log del server per query anomale
-
Implementare rate limiting per prevenire abusi
4.4 Protezione delle sessioni
-
Usare HTTPS ovunque
-
Rigenerare session ID dopo login
-
Impostare attributi
HttpOnlyeSecurenei cookie -
Implementare time-out di sessione e validazione IP/user-agent
Conclusione
Il fenomeno dell’hijacking e della search parameter injection rappresenta una minaccia insidiosa che coinvolge aspetti sia di cybersecurity sia di search engine optimization. L’ignoranza o la sottovalutazione di queste tecniche espone i siti web a rischi notevoli, dalla perdita di traffico organico alla compromissione della fiducia degli utenti. Attraverso una corretta validazione degli input, un’attenta configurazione dei crawler e un monitoraggio proattivo, è possibile mitigare efficacemente questi attacchi e preservare l’integrità del proprio ecosistema digitale.
Bibliografia e risorse utili
-
OWASP: https://owasp.org
-
Google Search Central: https://developers.google.com/search
-
Mozilla MDN Web Docs: https://developer.mozilla.org
-
Google's Safe Browsing Transparency Report
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