API? Una guida semplice per chi non le ha mai incontrate

  



Immagina di essere un programmatore che ha sempre lavorato “in casa”: hai creato software che funziona tutto da solo, con dati salvati in locale, interfacce utente e logica tutta nello stesso progetto.

Ma ora ti chiedono: “Puoi far sì che la tua applicazione parli con un altro sistema?” oppure: “Possiamo farla interagire con un’app mobile o un sito web?”

Qui entra in scena un concetto fondamentale nello sviluppo moderno: le API.

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Che cos'è un'API?

API è l’acronimo di Application Programming Interface, cioè "Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione". Ma non lasciarti spaventare dal nome.

Una API è semplicemente un modo per permettere a un’applicazione di esporre delle funzionalità che altre applicazioni possono usare.

Pensa all’API come al menù di un ristorante: non devi sapere come lo chef prepara i piatti in cucina, ti basta sapere cosa puoi ordinare e come farlo.

 

Un esempio pratico: una app meteo

Supponiamo che tu stia costruendo un’app per smartphone che mostra il meteo. Vuoi mostrare la temperatura attuale, la previsione per domani, ecc.

Ora, non ti metterai certo a raccogliere dati meteo da tutto il mondo! Quello che farai è usare un servizio esterno, tipo OpenWeather, che ti mette a disposizione una API meteo.

Come funziona?

  • La tua app fa una richiesta HTTP a un indirizzo specifico (un URL).
  • Per esempio:
    https://api.openweathermap.org/data/2.5/weather?q=Roma&appid=123456
  • Il servizio risponde con i dati, ad esempio in formato JSON.
{
  "temp": 17,
  "description": "parzialmente nuvoloso",
  "city": "Roma"
}

Un altro esempio: login con Google

Hai mai visto un sito che ti dice “Accedi con Google” o “Accedi con Facebook”? Dietro quei pulsanti ci sono proprio le API di quei servizi.

In pratica:

  • Il tuo sito non salva le password di Google.
  • Invia una richiesta all’API di Google.
  • Google risponde dicendo: “Ok, questo utente ha fatto il login, ecco i suoi dati di base.”

Perché le API sono così importanti oggi

🔄 Integrazione tra sistemi

Le API permettono a software diversi, scritti in linguaggi diversi e ospitati in luoghi diversi, di comunicare tra loro.

📱 Front-end e back-end separati

In molte architetture moderne (es. app mobile + server), il front-end si limita a chiamare API per ottenere o inviare dati.

🧩 Riutilizzabilità

Un servizio che espone una API può essere usato da più applicazioni contemporaneamente: un’app mobile, un sito web, un gestionale interno… tutti possono “chiamare” la stessa API.


Ok, ma come si invocano queste API?

Nel 99% dei casi, oggi le API si basano sul protocollo HTTP, lo stesso del web. Queste sono dette API REST.

Esempio di operazioni standard:

  • GET /utenti → Ottieni la lista degli utenti
  • POST /utenti → Crea un nuovo utente
  • PUT /utenti/123 → Aggiorna l’utente con ID 123
  • DELETE /utenti/123 → Elimina l’utente con ID 123

Le API sono quindi come dei “mini siti web invisibili” che non mostrano pagine, ma dati.


Conclusione

Le API sono il cuore pulsante delle applicazioni moderne. Non importa se stai sviluppando un sito, un'app mobile o un microservizio: prima o poi, avrai bisogno di comunicare con un altro software. E in quel momento, userai (o esporrai) un’API.


🔧 Prossimi passi?

  1. Prova a chiamare una API pubblica, tipo quella di Pokémon:
    https://pokeapi.co/api/v2/pokemon/pikachu
  2. Gioca con Postman, un tool per testare API senza scrivere codice.
  3. Impara a creare la tua prima API con Express.js (Node.js), Flask (Python) o FastAPI!


 

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