La Fitts’s Law: cos’è, come funziona e perché è ancora fondamentale nella UI moderna

  

Nel mondo del design digitale esistono principi nati decenni fa che continuano a influenzare profondamente il modo in cui progettiamo interfacce. Uno di questi è la Fitts’s Law, formulata nel 1954 dallo psicologo americano Paul Fitts.

Anche se risale agli anni ’50, questa legge è oggi più attuale che mai, soprattutto nel contesto della UI design, del mobile e delle interfacce responsive.

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Cos’è la Fitts’s Law

La Fitts’s Law descrive la relazione tra:

  • La distanza da un target
  • La dimensione del target
  • Il tempo necessario per raggiungerlo

In termini semplici:

Più un elemento è grande e vicino, più velocemente può essere raggiunto.

Al contrario:

Più un elemento è piccolo e lontano, più tempo richiederà per essere cliccato o toccato.

Formalmente, la legge afferma che il tempo di movimento è proporzionale al rapporto tra distanza e dimensione del target.


Un esempio concreto

Immaginiamo due pulsanti su uno schermo:

  • Un pulsante grande al centro
  • Un piccolo link in un angolo remoto

L’utente riuscirà a cliccare il pulsante grande molto più rapidamente rispetto al link piccolo e distante. Non è solo questione di comodità: è una dinamica misurabile e prevedibile.

Questo principio vale con:

  • Mouse
  • Trackpad
  • Stylus
  • Dito su touchscreen

Ed è qui che la legge diventa estremamente rilevante nel mondo mobile.


Perché la Fitts’s Law è cruciale nella UI moderna

1. Dimensione dei pulsanti

Uno dei principi fondamentali della UI contemporanea è:

I target interattivi devono essere abbastanza grandi.

Linee guida come quelle di Apple (Human Interface Guidelines) o Google (Material Design) raccomandano dimensioni minime per i touch target proprio per ridurre errori e frustrazione.

Nel mobile questo è ancora più critico perché:

  • L’input è meno preciso (dito vs mouse)
  • Lo schermo è più piccolo
  • L’utente può essere in movimento

2. Distanza e gerarchia delle azioni

La Fitts’s Law ci insegna anche che:

  • Le azioni più importanti dovrebbero essere più facili da raggiungere
  • Le azioni secondarie possono essere meno prominenti

Esempio pratico:

  • CTA primaria grande e ben posizionata
  • Link secondari più piccoli o meno centrali

Non è solo una scelta estetica, ma una decisione basata sulla psicologia cognitiva.


Focus mobile: thumb zone e ergonomia

Nel contesto mobile entra in gioco un ulteriore fattore: l’ergonomia del pollice.

La thumb zone è l’area dello schermo facilmente raggiungibile con il pollice quando si usa lo smartphone con una mano, fondamentale per progettare interfacce mobile ergonomiche ed efficienti.

Sui dispositivi moderni (schermi grandi, uso con una mano), alcune aree dello schermo sono:

  • Facilmente raggiungibili
  • altre Difficili da raggiungere
  • oppure Scomode o instabili

Per questo molte app posizionano:

  • Navigazione primaria in basso
  • CTA importanti nella parte inferiore centrale
  • Azioni frequenti nella “zona comoda” del pollice

Non è un caso che sistemi come iOS e Android abbiano evoluto le loro linee guida negli anni per favorire interazioni più accessibili con una sola mano.

La Fitts’s Law è uno dei fondamenti teorici dietro queste scelte.


Responsive design: cosa cambia?

Nel mondo responsive, la Fitts’s Law diventa ancora più interessante.

Uno stesso elemento:

  • Su desktop può essere facilmente cliccabile
  • Su mobile può diventare troppo piccolo o troppo distante

Errori comuni:

  • Menu hamburger con target minuscoli
  • Link troppo ravvicinati
  • Pulsanti secondari quasi impossibili da toccare

Un design responsive efficace deve:

  1. Aumentare i touch target su mobile
  2. Ripensare le distanze tra elementi
  3. Considerare il contesto d’uso (dito vs mouse)

Non basta “ridimensionare”: bisogna riprogettare.


Errori comuni nell’applicazione della Fitts’s Law

  • Pulsanti troppo piccoli
  • Spaziatura insufficiente tra elementi cliccabili
  • CTA lontane dalla zona naturale di interazione
  • Azioni distruttive troppo vicine a quelle principali

La legge non serve solo a velocizzare l’interazione, ma anche a ridurre errori e frizioni.


È davvero ancora attuale?

Assolutamente sì.

Anzi, con:

  • Schermi touch
  • Wearable
  • Smart TV
  • Automotive UI

…la precisione dell’input è spesso inferiore rispetto al mouse tradizionale.

La Fitts’s Law non è diventata obsoleta: si è semplicemente adattata a nuovi contesti.


Conclusione

La Fitts’s Law non è solo una formula matematica degli anni ’50.

È un principio fondamentale dell’interazione uomo-macchina che ci ricorda una cosa semplice ma potente:

Il design efficace riduce lo sforzo.

Nel mondo della UI moderna — soprattutto mobile e responsive — questo principio è più rilevante che mai.

Progettare tenendo conto di dimensione, distanza ed ergonomia significa creare interfacce:

  • Più veloci
  • Più intuitive
  • Più accessibili
  • Più umane

Ed è proprio qui che una teoria del 1954 continua a guidare il design del 2026.


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